Il cotto un materiale senza tempo
Il cotto è uno dei materiali più antichi con cui l’uomo abbia costruito il proprio abitare. Nasce dalla terra impastata con l’acqua, inizialmente utilizzata cruda – spesso mescolata a paglia – per realizzare muri e ripari. Una materia semplice, disponibile, modellabile, che accompagna l’architettura fin dalle sue origini.
Con la scoperta del fuoco, la terra cambia natura: la cottura trasforma un impasto fragile in un materiale resistente e durevole. I forni si affinano, le temperature aumentano, il cotto diventa un elemento costruttivo affidabile, riproducibile, capace di attraversare il tempo.

La composizione delle argille e le modalità di cottura permettono inoltre di controllarne colore e consistenza. Le tonalità del cotto – dal rosso intenso ai bruni più profondi – non sono decorative, ma il risultato diretto del processo materico che le genera.
In età romana il cotto viene utilizzato anche in forma frantumata: il cocciopesto, impiegato per pavimentazioni e per l’impermeabilizzazione di cisterne e vasche. Una tecnologia avanzata, basata sull’unione di laterizio e calce, che dimostra una profonda conoscenza dei materiali e delle loro reazioni nel tempo.

Per secoli, il mattone in cotto accostato alla calce costituisce la base dell’architettura europea. Un sistema costruttivo capace di respirare, adattarsi, invecchiare senza perdere qualità. Il cotto entra così non solo nelle strutture, ma anche negli spazi domestici, nei pavimenti, nei rivestimenti, negli elementi d’arredo, fino alle applicazioni contemporanee.
Nell’architettura moderna il cotto si trasforma ancora: da elemento strutturale a dispositivo climatico e spaziale, come nei frangisole e nei brise-soleil. Qui la materia lavora con la luce, con l’ombra e con il clima, assumendo un ruolo attivo nella costruzione dello spazio.
È in questa continuità che si inserisce anche il nostro intervento sull’edificio Ex Garibaldi, dove il cotto viene reinterpretato come elemento architettonico contemporaneo. Una scelta che non guarda al passato per nostalgia, ma per coerenza: utilizzare un materiale che, da sempre, dialoga con il tempo, l’ambiente e l’uomo.
Il cotto non è un materiale storico.
È un materiale senza tempo










